Consulenza aziendale, commerciale e marketing
25 Settembre 2026
Che ruolo avrà il professionista con le aziende nell'epoca delle AI?
L'intelligenza artificiale giorno dopo giorno sta diventando il primo interlocutore di manager e imprenditori. Veloce, facile, comodo e soprattutto attraente. Già, perché l’AI risponde sempre, non giudica e non contraddice mai. E al professionista esterno resta il compito di dire anche no.
Se già prima era difficile far accettare a un imprenditore un “no”, un “non si può fare” da parte di un professionista, d'ora in poi lo sarà ancora di più. La ragione è che gli imprenditori e i loro manager si stanno giorno dopo giorno abituando a confrontarsi con l'intelligenza artificiale, che il più delle volte non fa altro che confermare le loro scelte; anzi, spesso è anche una fantastica adulatrice. E se a tutti piace avere ragione, all'imprenditore ancora di più.Ricordiamoci che, per come è stata impostata, l'intelligenza artificiale cerca sempre di offrire una risposta e ha sempre un approccio disponibile; molto spesso è un vero e proprio “yes man” che invece di far riflettere su alcune scelte o addirittura opporre dei no, cerca di compiacere l'utente confermando le sue posizioni. Se non sono correttamente impostati e personalizzati, gli strumenti di intelligenza artificiale rischiano di fare più danni che benefici, alimentando la ricerca del consenso, la superficialità e le scorciatoie non sempre possibili. Se prima quindi il professionista faceva fatica a far comprendere all’imprenditore divieti o rischi, e per questa ragione spesso veniva ignorato o addirittura bypassato, d'ora in poi, se non saprà costruire con i propri clienti un rapporto di fiducia distintivo, rispetto alla veloce consultazione degli strumenti di intelligenza artificiale sempre a portata di mano, rischia di vedere il proprio compito ancora più arduo; oltre alle...