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Diritto privato, commerciale e amministrativo 10 Settembre 2026

Chi pagherà per gli interpelli a pagamento

Mancata consultazione degli ordini, tariffe prive di progressività e disposizioni contraddittorie: lo schema del MEF rispedito al mittente con un lungo elenco di modifiche.

Il Consiglio di Stato, con il parere 10.07.2026, n. 1204, ha sollevato rilievi sullo schema di regolamento predisposto dal MEF sulla misura e le modalità di corresponsione del contributo dovuto per la presentazione delle istanze di interpello nell’ambito della riforma fiscale. La norma attuerebbe una revisione dell’art. 11 L. 212/2000 (Statuto del contribuente), limitando l’onere alle fattispecie di particolare complessità; inoltre, il gettito sarebbe destinato alla formazione del personale delle Agenzie fiscali.Il 1° elemento di criticità riguarda la procedura di adozione. L’istruttoria non è stata corredata dalla fase di consultazione pubblica dei destinatari della norma, come previsto dalla disciplina sull’analisi dell’impatto della regolamentazione di cui al D.P.C.M. 169/2017. Il MEF ha tentato di sostituire tale adempimento basandosi su articoli di stampa specializzata o confronti informali, modalità non ritenute idonee a surrogare una consultazione pubblica formale con le parti sociali e gli ordini professionali.Nel merito della struttura tariffaria, il parere evidenzia il mancato rispetto dei principi di proporzionalità e progressività. Per i soggetti esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, lo schema prevede un’unica soglia di differenziazione fissata a 100 milioni di euro di ricavi o volume d’affari. L’assenza di scaglioni intermedi determina un trattamento omogeneo per realtà dimensionali disomogenee, in contrasto con le...

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