Ci vuole un fisico bestiale per aderire al nuovo concordato biennale
Nonostante le raccomandazioni, non è stata recepita nel decreto Correttivo la proposta di rendere circostanze eccezionali la malattia, un grave infortunio o qualche altro evento dannoso per la salute.
Chi aderirà al patto biennale con il Fisco non potrà ammalarsi né subire un grave infortunio o qualche altro evento dannoso per la sua salute. Tali eventi, pur essendo in grado di compromettere la capacità di produrre un reddito d’impresa o di lavoro autonomo, non sono ritenuti eventi eccezionali che possono essere invocati dal contribuente per far cessare gli effetti del concordato.
La necessità di inserire nel novero delle circostanze eccezionali che consentono la fuoriuscita anticipata dal concordato era stata raccomandata anche dalla 6° commissione permanente finanze e tesoro del Senato che l’aveva fatta propria dopo le audizioni svolte nella prima decade del mese di luglio. Tale proposta correttiva non risulta però recepita dal testo finale che ha modificato in vari punti il concordato preventivo biennale e, pertanto, chi accetterà la proposta del Fisco dovrà scommettere anche sulle proprie condizioni fisiche e di salute almeno di biennio in biennio.
Per come è adesso concepita la normativa del concordato preventivo se in uno dei 2 anni ai quali si applica il patto preventivo con il Fisco, il contribuente dovesse ammalarsi, subire un grave infortunio o, ad esempio, una gravidanza a rischio, non potrà invocare le circostanze eccezionali che consentano la cessazione degli effetti del concordato previste dall’art. 4 D.M. 14.06.2024, perché nelle stesse nessun elemento...