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Diritto
26 Giugno 2020
Classamento catastale e inidoneità dello stato di inagibilità
La correttezza dell'inquadramento catastale dipende unicamente dalle caratteristiche costruttive proprie dell'immobile e non da un eventuale riclassificazione, operata sulla scorta di una dedotta inagibilità.
La Cassazione, V Sez. Civ., con l'ordinanza 11.06.2020, n. 11228, ha risolto in maniera inequivocabile una questione relativa al corretto classamento di un'unità immobiliare che, sulla scorta di una perizia (comunque “incontestata”), risultava essere, di fatto, inagibile, in ordine alla corretta fruibilità abitativa. Nello specifico, la controversia riguardava l'impugnazione di un avviso di classamento e attribuzione di rendita catastale, scaturente dalla c.d. procedura "DOCFA". Nei giudizi di merito trovava completa conferma la correttezza di tale metodologia: sia in primo che in secondo grado, infatti, l'irrilevanza dello stato di inagibilità dell'immobile era stato ritenuto un fattore non decisivo per avversare la ridefinizione dei valori catastali del bene oggetto di controllo.
L'assunto espresso ha trovato conferma in sede di giudizio di legittimità, nel cui contesto si ribadisce l'irrilevanza di un desunto “stato di inagibilità” di un bene immobile e si chiarisce ulteriormente che tale stima debba avere precipuo riguardo all'ordinaria destinazione del bene, considerando le caratteristiche intrinseche e il normale uso dell'immobile riclassificato da un punto di vista catastale.
Sulla scorta di pregressi interventi giurisprudenziali di legittimità”), la Corte espone una ricostruzione che, in linea di diritto, risulta tanto semplificata, quanto sintetica,...