Diritto del lavoro e legislazione sociale 02 Febbraio 2026

Collaboratrici familiari straniere: concentrazione delle ferie

La disposizione derogatoria prevede che le ferie possono essere accumulate in vista di un periodo di assenza prolungato. In tale ipotesi il periodo di riferimento diventa il biennio.

Le collaboratrici domestiche aventi cittadinanza straniera che hanno la necessità di rimpatriare possono usufruire di un periodo più lungo di ferie, concentrando in quest’ultimo periodo quelle che maturano nell’arco di un biennio. Si tratta di un’opportunità prevista dall’art. 17 del contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico sottoscritto da Fidaldo, Domina, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Federcolf.Le collaboratrici domestiche possono avere la necessità di rimpatriare temporaneamente per una pluralità di ragioni, senza che ciò comporti la cessazione del rapporto di lavoro, purché il rientro sia limitato nel tempo e concordato con il datore di lavoro. Tra i motivi che possono comportare il rientro nel proprio Paese vi sono, innanzitutto, quelli familiari: gravi malattie, ricoveri o decessi di familiari; assistenza temporanea a figli minori o genitori anziani; partecipazione a importanti eventi familiari (matrimoni, funerali). Nondimeno, vi possono essere motivi legati a situazioni di conflitto o crisi nel Paese d’origine. Tra questi motivi vi è il rientro temporaneo in Paesi colpiti da guerra o conflitti armati per prestare assistenza a familiari coinvolti o sfollati, gestire emergenze familiari o patrimoniali e accompagnare o ricongiungersi temporaneamente a familiari evacuati. Ci possono essere anche motivi amministrativi o legali: rinnovo o rilascio di documenti personali (passaporto, atti...

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