La L. 96/2018, di conversione del D.L. n. 87/2018, ha introdotto novità per gli operatori del soccorso alpino e speleologico che prestano le attività di cui alla L. 74/2001. Sul punto l’Ispettorato nazionale del lavoro ha emanato la circolare 6/2019.
L’INL richiama l’attenzione sulle peculiarità normative che insistono intorno a questa fattispecie. “Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) provvede, in particolare, al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale”. Va innanzitutto precisato che l’art. 3 L. 74/2001 prevede che “l’attività dei membri del CNSAS si considera prestata in modo volontario e senza fine di lucro”. Le collaborazioni previste si svolgono in contesti ben definiti (territorio montano, ambiente ipogeo e zone impervie del territorio nazionale) e si concretizzano in attività di soccorso, recupero dei caduti, prevenzione e vigilanza sugli infortuni.
Questa particolarissima collaborazione è legata indissolubilmente a eventi imprevedibili, sia in relazione al loro verificarsi che alle attività necessarie per affrontarli. Proprio l’imprevedibilità dell’evento determina un affievolimento dell’elemento della etero-organizzazione, in quanto i tempi e i luoghi della prestazione non sono nella...