Collegamento RT-Pos ed operazioni miste: meglio 2 Pos distinti?
Con il nuovo obbligo di collegamento tra registratore telematico e pagamenti elettronici, il terminale promiscuo resta lecito, ma aumenta il rischio di inviti alla compliance.
Con l'obbligo di collegare gli strumenti di pagamento elettronico ai registratori telematici, il tema del Pos unico promiscuo cambia natura. Non è più solo una questione organizzativa di cassa, ma un potenziale fattore di rischio fiscale, pur restandone pienamente lecito l'utilizzo. La logica del legislatore è chiara: integrare i dati dei pagamenti elettronici con i dati dei corrispettivi certificati. I flussi che l'Agenzia delle Entrate può incrociare sono 2: da un lato, i dati trasmessi dagli Acquirer (gli operatori finanziari che gestiscono i Pos) con le informazioni sul transato elettronico riferito al singolo terminale; dall'altro, i dati memorizzati e trasmessi dal registratore telematico, comprensivi dei corrispettivi giornalieri e dei pagamenti elettronici associati ai documenti commerciali emessi.Il provvedimento direttoriale 31.10.2025 n. 424470 ha precisato che il collegamento è di tipo logico, avviene tramite il portale Fatture e Corrispettivi e consente il cosiddetto multicollegamento: uno o più POS su uno o più RT, nel rispetto dei vincoli territoriali per i terminali fisici. L'Agenzia ha ribadito che non è vietato usare un unico POS per più attività o punti cassa, purché siano rispettati l'obbligo di collegamento per i terminali che incassano corrispettivi certificati e la corretta memorizzazione in RT dei pagamenti elettronici.La criticità nasce però nelle attività miste, quando lo stesso Pos viene usato sia per operazioni soggette a documento...