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Lavoro 08 Novembre 2019

Come calcolare il danno professionale causato da demansionamento

Secondo la Corte di Cassazione, la fattispecie può costituire perdita di professionalità con nocumento patrimoniale e il giudice di merito può determinare il risarcimento in via equitativa, motivandolo adeguatamente.

Può un Tribunale o una Corte d'Appello, determinare l'ammontare del risarcimento del danno patrimoniale causato da un demansionamento, facendo riferimento, da un lato, “esclusivamente al danno alla professionalità, trascurando le ulteriori specifiche voci rivendicate (quali i mancati incrementi retributivi o la perdita di benefit)”; e dall'altro, “alla prassi in uso presso la giurisprudenza territoriale di merito, senza indicare le ragioni per le quali il criterio adottato fosse ritenuto il più adeguato a quantificare, in rapporto alla fattispecie concreta, l'ammontare del danno”? Questo, in sostanza, il quesito al quale, con ordinanza 20.06.2019, n. 16595, ha cercato di dare risposta la Corte di Cassazione. Nel caso appunto di demansionamento, “l'inadempimento datoriale - recita la pronuncia - può comportare un danno da perdita della professionalità di contenuto patrimoniale che può consistere sia nell'impoverimento della capacità professionale del lavoratore e nella mancata acquisizione di un maggior saper fare, sia nel pregiudizio subito per la perdita di chance, ossia di ulteriori possibilità di guadagno o di ulteriori potenzialità occupazionali”. Infatti, la violazione può pregiudicare quel complesso di capacità e di attitudini definibile con il termine "professionalità", che è di certo bene economicamente...

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