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Diritto del lavoro e legislazione sociale 28 Luglio 2026

Come cambia la previdenza complementare

Una soluzione sempre più necessaria che richiede una capillare diffusione.

Il 1.07.2026 è entrata in vigore la riforma della previdenza complementare introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.La principale novità riguarda l’adesione tacita ai fondi pensione negoziali previsti dalla contrattazione collettiva di riferimento per i neo-assunti che non abbiano fatto una scelta esplicita. In tale percorso confluiscono il TFR maturando, il contributo minimo a carico del lavoratore e, soprattutto, la partecipazione obbligatoria della parte datoriale. In ogni caso, il lavoratore ha a disposizione 60 giorni di tempo per esercitare il diritto di recesso e disdire l’iscrizione automatica.Un’altra rilevante novità è differita al 31.10.2026 e concerne la possibilità, decorsi due anni dall’ iscrizione, di trasferire la propria posizione ad un fondo aperto o ad un piano individuale pensionistico (PIP), conservando il diritto al contributo datoriale previsto dalla contrattazione collettiva. Nati con il chiaro intento di superare la storica diffidenza dei lavoratori italiani verso i fondi pensione, detti provvedimenti costituiscono una sicura svolta per il sistema previdenziale complementare, dal momento che, da un lato, sono chiamati ad integrare le tradizionali coperture di welfare, dall’altro, fungono da volano allo sviluppo dei mercati finanziari in virtù del risparmio previdenziale raccolto.A tal proposito, occorre considerare che l’adesione ed il sostegno alla previdenza complementare più che una scelta d’investimento “consigliata”, è...

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