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Diritto del lavoro e legislazione sociale 30 Aprile 2026

Come contrastare le differenze retributive di genere

È necessario intervenire sin dalle scelte di studio delle ragazze.

Entro il 7.06.2026, il nostro legislatore dovrà recepire la direttiva europea n° 970/2023 che obbliga gli Stati membri a combattere il divario retributivo tra uomini e donne, rendendo più chiari e trasparenti i sistemi salariali, non solo durante lo svolgimento del rapporto, ma anche prima dell’assunzione. Particolare importanza, in tal senso, assume il previsto onere per la parte datoriale, di indicare lo stipendio iniziale o la fascia retributiva già nell’annuncio di lavoro o prima del colloquio, evitando di chiedere ai candidati la loro storia retributiva pregressa.È poi previsto un diritto di informazione per i lavoratori che avranno la possibilità di chiedere dati sui livelli retributivi medi divisi per sesso o per categoria, mentre le aziende (inizialmente quelle che hanno più di 100 dipendenti) dovranno pubblicare report periodici sul divario retributivo interno e, se questo dovesse superare il 5% senza giustificazioni adeguate, sarà necessaria una valutazione insieme alle rappresentanze sindacali.Da rilevare, inoltre, l’inversione dell’onere della prova a carico del datore di lavoro che, in caso di denuncia retributiva da parte del prestatore, dovrà dimostrare che non c’è stata alcuna violazione da parte sua.In attesa che il provvedimento recettizio prenda forma (quasi sicuramente nella veste di decreto legislativo), è opportuno soffermarsi su un fenomeno diffuso pressoché ovunque e che a livello internazionale prende il nome di gender pay gap....

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