RICERCA ARTICOLI
Lavoro 18 Gennaio 2019

Come è cambiato il contratto a termine: le causali


Con l’approvazione della Legge 96/2018 di conversione del D.L. 87/2018 (cd. Decreto dignità) è stata modificata la normativa dei contratti a termine. Quattro i settori in cui si registrano le novità: durata massima del contratto, aumento dell’aliquota contributiva, ampliamento dei termini per la proposizione dei ricorsi e reintroduzione delle causali alla scadenza dei primi 12 mesi. Per quanto riguarda le causali, la principale modifica prevede che il nuovo contratto a termine “a-causale” potrà avere una durata non superiore ai 12 mesi; sarà possibile stipulare un contratto a termine di durata superiore ai 12 mesi (e comunque mai oltre i 24 mesi) solo qualora sia apposta una causale, individuata nelle seguenti condizioni: esigenze temporanee ed oggettive, estranee all’ordinaria attività; ragioni sostitutive; esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria. L’apposizione del termine, a pena di inefficacia, deve sempre avvenire per iscritto, con la sola eccezione dei contratti di lavoro di durata non superiore a 12 giorni. Una copia del contratto, inoltre, deve essere consegnata al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall’inizio della prestazione. In proposito, la Corte di Cassazione ha puntualizzato che la trasparenza, la riconoscibilità e la verificabilità della causale assunta a giustificazione del...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.