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Lavoro 21 Dicembre 2018

Come è cambiato il contratto a termine: rinnovi e proroghe


Con l’approvazione della L. 96/2018, di conversione del D.L. 87/2018 (cd. Decreto Dignità), è stata modificata la normativa dei contratti a termine. Il Governo l'ha definita una vera e propria “rottamazione del Jobs Act”: alla luce delle novità introdotte può definirsi una parziale modifica, con la reviviscenza della vecchia disciplina della L. 230/1962 e del D.Lgs. 368/2001. Sono 4 i settori su cui si registrano le novità: aumento dell’aliquota contributiva; ampliamento dei termini per la proposizione dei ricorsi; reintroduzione delle causali alla scadenza dei primi 12 mesi; durata massima del contratto a termine. Per quanto riguarda quest’ultima casistica, in sede di conversione del D.L. 87/2018 è stato inserito il c. 1-bis dell’art. 1, il quale prevede che “in caso di stipulazione di un contratto di durata superiore ai 12 mesi in assenza delle condizioni di cui al comma 1, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di 12 mesi”. Resta, invece, ancora in vigore la disposizione dell’art. 19, c. 2 D.Lgs. 81/2015 che consente alla contrattazione collettiva, anche aziendale, di derogare al limite massimo dei 24 mesi, nonché l’ipotesi di stipula di un ulteriore contratto a tempo determinato tra gli stessi soggetti della durata massima di 12 mesi, alla sede INL competente per territorio. In caso di mancato...

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