C'è una cosa che nessuno insegna nei corsi di aggiornamento professionale, nelle master class di marketing per studi, nei convegni sull'organizzazione: come dire addio a un cliente. Eppure, è una delle abilità più strategiche che un commercialista o un consulente del lavoro possa sviluppare. Lo so, sembra un paradosso. Siamo abituati a parlare di acquisizione clienti, fidelizzazione, referral, retention. Ma nessuno parla mai dell'altra faccia della medaglia: la selezione in uscita. E invece è proprio lì (in quella capacità di congedarsi con metodo e rispetto) che si misura la maturità imprenditoriale di uno studio professionale.Cliente che non vale quanto costa - È abbastanza prevedibile che ogni studio abbia nel proprio portafoglio almeno un cliente che genera più problemi di quanti ne risolva. Non necessariamente un cliente antipatico o scortese, spesso è una persona perbene, ma sbagliata per voi. Pretese eccessive rispetto al compenso. Rifiuto sistematico dei consigli. Telefonate fuori orario. Ritardi nei pagamenti cronici. Richieste che esulano dalla vostra specializzazione. O, peggio ancora, un profilo di rischio etico o reputazionale che non volete associare al vostro nome.Ogni cliente di questo tipo ha un costo nascosto enorme: drena tempo, energia, risorse cognitive e, non sottovalutatelo, umore. Questo costo non appare in nessun bilancio, ma si sente ogni giorno nello studio.Perché non lo facciamo - Se il problema è chiaro, perché la soluzione viene...