Negli ultimi mesi, da un momento all’altro, la maggior parte di noi ha dovuto apprendere competenze digitali che probabilmente avrebbe appreso in molto più tempo o forse mai. Siamo stati costretti a cambiare la nostra organizzazione del lavoro e del tempo libero, abbiamo dovuto modificare le nostre abitudini e i nostri gesti quotidiani. Ci siamo trovati male? Ci siamo trovati bene? Abbiamo imparato cose nuove? Fermiamoci a pensare allo smart working. Per alcuni lavorare da casa può essere stata una piacevole sorpresa. Lavorare da casa consente di evitare i tempi morti degli spostamenti, permette di stare di più con la famiglia, consente di non essere sempre “perfetti”. Gli appuntamenti online sono di solito più brevi e concentrati, tutti sono più puntuali. Si perde meno tempo.
Per altri la mancanza della postazione di lavoro, il non riuscire a staccare dalla famiglia, il non vedere in modo continuativo i colleghi e i collaboratori, è stato un qualcosa di insopportabilmente faticoso e improduttivo.
Come sempre non possiamo affermare che è tutto giusto o tutto sbagliato, con ogni probabilità è un mix di cose. Al di là da come la pensiamo, questo tempo sospeso ci ha dato la possibilità di metterci alla prova in situazioni nuove e mai vissute in precedenza. Ci ha fatto capire che possiamo affrontare i cambiamenti e che possiamo “ripensarci”, o per reagire alla crisi che...