Accertamento, riscossione e contenzioso
05 Maggio 2026
Commercialista responsabile per le dichiarazioni fiscali dei clienti
Le sanzioni inflitte alla società non proteggono il professionista esterno. Chi ha contribuito all'irregolarità, anche solo sul piano psicologico, è sanzionabile autonomamente (Cass. civ., Sez. V, 27.04.2026 n. 11372).
Caso esaminato - Un commercialista viene sanzionato dall'Agenzia delle Entrate per le irregolarità fiscali di una società sua cliente. Il professionista aveva un rapporto lungo e continuativo con la società: ne aveva trasmesso le dichiarazioni fiscali per più anni e aveva apposto il visto di conformità sulle stesse. L'Ufficio lo chiama a rispondere personalmente delle sanzioni irrogate alla società. I giudici di primo e secondo grado gli danno ragione: le sanzioni, sostengono, ricadono sulla società e non su chi l'ha assistita professionalmente. La Cassazione ribalta la decisione e rimanda il caso in giudizio per una valutazione corretta.Principio rilevante - La regola secondo cui le sanzioni fiscali gravano sulla società, e non sulle persone fisiche che la gestiscono o la assistono, esiste ed è consolidata. Ma ha un perimetro preciso. Quel perimetro si ferma dove inizia il ruolo del terzo esterno: il professionista che non fa parte della struttura societaria ma che ha partecipato, a qualunque titolo, alla realizzazione della violazione fiscale.La Corte stabilisce un punto fermo: le 2 regole non si sovrappongono né si escludono, operano su piani diversi. Quella che concentra le sanzioni sulla persona giuridica tutela chi agisce dentro la società nell'interesse della società. Non tutela chi, dall'esterno, ha contribuito a costruire o a coprire l'irregolarità.Contributo psicologico: il punto più delicato - È questo l'aspetto che il professionista non può...