Procedure concorsuali 31 Gennaio 2026

Compenso amministratore di società negato in caso di inadempimento

La curatela può negare l’ammissione al passivo del credito vantato dall’amministratore eccependo plurime inadempienze, spettando all’amministratore l’onere di provare il corretto adempimento delle proprie prestazioni gestorie.

Il curatore del fallimento (o liquidazione giudiziale) può negare l’ammissione al passivo del credito vantato dall’amministratore della società qualora ravvisi inadempimenti nella gestione societaria del medesimo (anche nel caso in cui fosse prescritta la corrispondente azione). Secondo l’orientamento della Suprema Corte, la curatela ha il solo onere di contestare la negligente, inesatta o incompleta esecuzione della prestazione gestoria restando a carico di quest’ultimo l’onere di dimostrare (a fronte delle circostanze dedotte), di avere, invece, esattamente adempiuto agli obblighi inerenti alla carica ricoperta per la rispondenza della sua condotta al modello professionale e deontologico richiesto in concreto dalla situazione fattuale nella quale è intervenuto con la propria opera (Cass. 20.01.2026, n. 1232).Trattandosi di contratto a esecuzione continuata e periodica, è senz’altro vero che il sinallagma previsto dall’art. 1460 c.c. deve essere considerato separatamente per ciascuna copia di prestazione: l’eccezione d’inadempimento può essere, di conseguenza, sollevata unicamente rispetto alle prestazioni gestorie che sono state eseguite (o che avrebbero dovuto essere eseguite) nel periodo in cui sarebbe in ipotesi maturato il diritto al compenso dell’amministratore, restando, pertanto, escluse (ai sensi dell’art. 1458, c. 1 c.c.) dall’efficacia impeditiva di tale eccezione le prestazioni che l’amministratore abbia già correttamente eseguito...

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