Uno dei mezzi d’impugnazione esperibili in via amministrativa innanzi all’Ispettorato del Lavoro, è il ricorso previsto dall’art. 16 D.Lgs. 124/2004.
È un rimedio che ha a oggetto i verbali ispettivi adottati da ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti ad altre amministrazioni (es. Guardia di Finanza, Polizia di Stato) e si propone entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, innanzi alla sede dell’Ispettorato territorialmente competente, il quale ha, a sua volta, 60 giorni di tempo per decidere.
Ma qual è l’ufficio competente per territorio, specie se gli accertamenti interessano un’azienda che ha del personale dislocato in più ambiti provinciali?
A questo interrogativo ha dato recentemente una risposta l’Ispettorato Nazionale del Lavoro – Direzione centrale coordinamento giuridico, con la nota 10.10.2022, n. 2016, nella quale viene fissato un criterio di preferenza per la trattazione unitaria del ricorso innanzi al Direttore dell’ITL nella cui circoscrizione territoriale è stato adottato l’atto di accertamento dell’organo ispettivo.
Tale criterio ricalca fedelmente un precedente indirizzo del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, contenuto nella lettera circ. 29.12.2016, ed è altresì coerente con l’orientamento stabilito dalla Corte di Cassazione (da ultimo con la sentenza n. 17466/2021), che indica il luogo...