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Diritto 20 Agosto 2019

Comportamento antieconomico posto alla base dell'induttivo


Antieconomicità della gestione imprenditoriale? Se il contribuente non fornisce validi e concreti riscontri probatori, non si può ritenere indenne dalla contestazione di maggiori ricavi ancorché operati in regime di accertamento induttivo ai sensi dell'art. 39, c. 1, lett. d) D.P.R. 600/1973 e nonostante non siano state operate della contestazioni su regolarità e completezza della contabilità, istituita e tenuta dal medesimo contribuente. Queste le conclusioni fornite dall'ordinanza della V^ Sezione Civile della Cassazione 30.07.2019, n. 20491. La disputa sulla antieconomicità delle condotte, tenute da operatori commerciali, rappresenta una costante nel panorama del contenzioso tributario. In tale ottica, si evidenzia che, nel corso degli anni, le decisioni sono state piuttosto altalenanti, a volte dirette ad appannaggio delle esigenze erariali ed altre volte a garanzia della posizione e delle scelte del contribuente, al quale è stata riconosciuta, pur sempre, un'ampia facoltà di opzione, purché motivata, relativamente alle proprie scelte commerciali, ivi ricompresa l'applicazione dei prezzi. In tale prospettiva, un elemento dirimente è appunto rappresentato dalle attestazioni di “parte contribuente”, in ordine alle motivazioni che abbiano condotto il medesimo operatore all'adozione di una politica di prezzi connotati da antieconomicità. Nel caso di specie era stata...

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