Diritto del lavoro e legislazione sociale
12 Settembre 2026
Computo nella Gestione Separata: requisiti, vantaggi e criticità
Il computo nella Gestione Separata può aprire l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni anche a chi possiede contributi ante 1996, ma le sue potenzialità vanno ben oltre.
Il computo nella Gestione Separata è uno strumento previdenziale poco conosciuto, ma di recente è tornato al centro dell’attenzione soprattutto per una ragione: può consentire l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni anche a chi possiede contributi anteriori al 1.01.1996, quindi ai lavoratori che di regola resterebbero fuori dalla platea dei cosiddetti contributivi puri. L’istituto, disciplinato dall’art. 3 D.M. 282/1996, consente infatti di utilizzare nella Gestione Separata anche periodi contributivi accreditati nell’assicurazione generale obbligatoria, nelle gestioni dei lavoratori autonomi e nelle forme sostitutive ed esclusive dell’AGO. L’effetto, però, non è quello di un semplice cumulo: la pensione viene liquidata dalla Gestione Separata e interamente con il sistema contributivo. Proprio per questo il computo può aprire possibilità altrimenti precluse, ma può anche determinare una riduzione dell’importo.Requisiti - Per esercitare il computo devono ricorrere le condizioni previste dall’art. 3 D.M. 282/1996. In particolare, occorrono: meno di 18 anni di contribuzione al 31.12.1995; almeno 15 anni di contribuzione complessiva; almeno 5 anni di contribuzione successivi al 31.12.1995; almeno un contributo mensile accreditato nella Gestione Separata.Strategia dei 64 anni - Il vantaggio oggi più conosciuto riguarda la pensione anticipata contributiva prevista dall’art. 24, c. 11 D.L. 201/2011: sul tema, l’Inps ha chiarito, già con il...