Imposte dirette 21 Giugno 2024

Concordato preventivo biennale, nota metodologica e dubbi irrisolti …

Comunque vadano le cose, un dato è certo: l’estate del commercialista è sempre bollente. In tutti i sensi.

Una premessa atecnica, per così dire, ma che serve per rendere evidente il disagio di chi deve confrontarsi con adempimenti che, oltre alla loro intrinseca complessità, si sovrappongono e ingolfano un calendario già particolarmente pesante. È il caso del concordato preventivo biennale, oggetto di modifiche con il D.M. 14.06.2024, che salvo improbabili smentite troverà, ipotizzo, scarsissima adesione. Soprattutto perché i contribuenti onesti saranno comunque chiamati a pagare importi superiori rispetto al precedente periodo d’imposta: non è ipotizzabile, infatti, una proposta al ribasso, mentre quelli meno “ligi”, per così dire, al proprio dovere fiscale, ossia con bassi valori ISA, riceveranno proposte, almeno dalle prime simulazioni, significativamente più elevate rispetto alle risultanze della dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2022. Questo, peraltro, potrebbe paradossalmente rivelarsi una sorta di salvacondotto: il concordato, infatti, trova fondamento nella storia reddituale del contribuente e, per l’effetto, l’evasore convintamente “abituale”, che ha sempre sottratto risorse alle casse erariali, potrebbe ritenere comunque soddisfacente il maggior reddito proposto, inattaccabile, almeno in linea di principio e salvo le cause di decadenza normativamente previste, se questo dovesse comunque risultare notevolmente inferiore a quello effettivo. Non solo:...

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