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Imposte dirette 04 Agosto 2026

Concordato preventivo biennale, quel qualcosa in più

Per il rinnovo del CPB 2026-2027 sono allo studio esoneri su compensazioni e rimborsi, riduzione dei termini di accertamento e possibile regolarizzazione agevolata dell’annualità 2023.

Le partite Iva soggette agli ISA che nel 2024 e nel 2025 hanno scelto il concordato preventivo biennale si trovano ora davanti a un bivio: rinnovare per il 2026-2027, oppure no. Il termine per aderire coincide con quello ordinario per la trasmissione telematica del Mod. Redditi 2026, fissato al 31.10.2026. Poiché tale giorno cade di sabato, la scadenza slitta al 1° giorno lavorativo successivo, ossia al 2.11.2026. Il Governo, per incentivare i contribuenti a rinnovare il patto con il Fisco, punta su un pacchetto di premi fedeltà potenzialmente rilevante. La prima edizione del concordato, relativa al biennio 2024-2025, ha raccolto adesioni inferiori alle attese e da qui la scelta di rafforzare la convenienza dell’istituto con incentivi concreti, più che con nuovi obblighi. Il contenitore normativo è lo schema di decreto legislativo correttivo della delega fiscale, noto come “decreto Omnibus”: lo schema di decreto è stato trasmesso alle Camere e attende i pareri delle Commissioni Finanze prima del ritorno in Consiglio dei ministri. Le misure descritte devono quindi essere considerate proposte in corso di definizione, e non regole già applicabili. Di cosa si tratta in concreto? Anzitutto di semplificazioni in materia di compensazioni.Chi rinnoverà il concordato potrebbe ottenere l’esonero dal visto di conformità per compensare crediti Iva fino a 100.000 euro e crediti relativi a imposte dirette e Irap fino a 70.000 euro. Si aggiungerebbe l’esclusione del...

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