Confini di responsabilità del socio non amministratore in S.r.l.
Nella S.r.l. la responsabilità limitata protegge il socio finché resta investitore; quando entra consapevolmente nelle scelte dell’impresa, il confine tra proprietà e amministrazione si assottiglia e il rischio diventa personale.
La responsabilità del socio non amministratore nella S.r.l. rappresenta uno dei terreni nei quali il diritto societario contemporaneo rende più evidente il passaggio da una concezione formale della partecipazione sociale a una valutazione sostanziale del potere concretamente esercitato nell’impresa. In questa prospettiva, la S.r.l. non si presenta più come un modello nel quale la titolarità della quota resta rigidamente separata dalla sfera gestoria, ma come un tipo societario in cui il socio, soprattutto dopo la riforma del 2003, può assumere un ruolo più incisivo mediante poteri di controllo, ispezione e influenza sulle decisioni degli amministratori. Proprio questo rafforzamento della posizione del socio rende sistematicamente comprensibile l’emersione di ipotesi eccezionali di responsabilità per fatti di gestione, estranee, in linea di principio, al modello della società per azioni, caratterizzato da una più netta separazione tra proprietà e amministrazione.L’evoluzione dell’art. 2476 c.c., anche alla luce delle modifiche introdotte dal Codice della crisi, ha collocato la responsabilità del socio nell’attuale c. 8, secondo cui sono solidalmente responsabili con gli amministratori i soci che abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi. La norma, dunque, non colpisce la mera appartenenza alla compagine sociale, bensì il concorso consapevole del socio in un’attività che, per contenuto...