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Accertamento, riscossione e contenzioso 27 Marzo 2026

Confisca per equivalente e rateazione del debito

La Cassazione disinnesca il cortocircuito sanzionatorio.

Quante volte, nella pratica di studio, ci si è trovati di fronte allo sconforto del cliente che, pur essendosi faticosamente messo in regola con il Fisco tramite un piano di rateazione, subisce l'onta, e l'inaccettabile danno economico, dell'esecuzione di una confisca penale per il medesimo debito? Un vero e proprio strabismo di sistema: da un lato, l'Agenzia delle Entrate incassa regolarmente le rate della conciliazione, dall'altro l'apparato repressivo dello Stato aggredisce i conti correnti per "recuperare" ciò che si sta già pagando. È esattamente questo il macroscopico paradosso affrontato (e demolito) dalla Corte di Cassazione con la sentenza 18.03.2026, n. 10297.Nel caso di specie, il Tribunale di Gela, in veste di giudice dell'esecuzione, aveva respinto l'istanza di una contribuente volta a ottenere la sospensione di una confisca per un reato ex art. 2 D.Lgs. 74/2000. La motivazione del giudice di merito? Pur avendo la contribuente accertato il debito in adesione e versato una cospicua parte del dovuto (oltre 57.000 euro su 140.000), la procedura agevolata era stata giudicata "tardiva", intervenuta dopo l'irrevocabilità della condanna penale, rendendo "irrilevante" il pagamento.Un formalismo punitivo allo stato puro, del tutto scollato dalla realtà economica e dalla ratio della norma, che fortunatamente i Giudici di legittimità hanno provveduto a cassare senza mezzi termini.Il fulcro della pronuncia ruota attorno all'art. 12-bis D.Lgs. 74/2000, recentemente...

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