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Lavoro 16 Giugno 2022

Congruità della manodopera per lavori edili

Il nuovo Durc di congruità si inserisce in un quadro già complicato e rischia di dare origine a una tempesta perfetta.

Le agevolazioni connesse ai bonus edilizi, con superbonus in testa a tutti e le alternative della cessione del credito e dello sconto in fattura, hanno fatto irruzione da circa 2 anni nel nostro sistema tributario. Tuttavia, dopo una prima fase di grande appeal, rischiano di entrare in una fase di stallo a causa dei ripetuti sconvolgimenti normativi che si sono ripercossi, prima, sul sistema bancario, e poi sui contribuenti (privati cittadini e imprese) che hanno fatto legittimo affidamento sulle agevolazioni e che adesso rischiano di restare con in mano un pugno di mosche. Uno dei molti interventi normativi, che coinvolge i lavori edili e le correlate agevolazioni fiscali, riguarda l’obbligo del cosiddetto “durc di congruità”, necessario, oltre che per i lavori pubblici, per tutti i lavori nel settore privato di valore complessivo superiore a 70.000 euro. La novità, introdotta dal c.d. “Decreto Semplificazioni”, riguarda i cantieri aperti a far data dal 1.11.2021. La finalità della norma è quella di combattere il fenomeno del lavoro nero introducendo un meccanismo che consente di verificare per ogni cantiere l’incidenza della manodopera in relazione agli indici minimi di congruità previsti. Tralasciando il caso dei contratti pubblici, la verifica della congruità per i cantieri privati deve essere effettuata al termine dei lavori prima dell’erogazione del saldo finale. Il limite dei...

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