La ricezione in sequenza di cartelle esattoriali e la conseguente cessione di beni di proprietà, in che termini e a quali condizioni può condurre a un'incriminazione per contegno fraudolento ex art. 11 D.Lgs. 74/2000?
A fornire un preciso responso a questa ricorrente questione provvede ancora una volta la Cassazione penale, con la sentenza 12.09.2018, n. 40442, secondo cui risulta responsabile per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ex art. 11 D.Lgs. n. 74/2000 chiunque proceda ad alienare gli immobili di proprietà dopo la ricezione di una serie di cartelle esattoriali e in conseguenza soprattutto all'importo dell'ultima di esse.
In tale circostanza è stato difatti ritenuto che, dopo l'ennesima cartella di pagamento, il contribuente/imputato avesse avuto il chiaro intento di dismettere una parte consistente del proprio patrimonio, con il solo scopo di scongiurare una probabile esecuzione tributaria coattiva, correlata a un pregresso debito tributario.
Nelle sedi di merito, il contribuente aveva già ricevuto un giudizio di responsabilità, in considerazione del fatto che la vendita dei beni risultava operata subito dopo la notifica dell'ennesima cartella di pagamento e a ridosso del verosimile avvio dell'azione di recupero erariale.
Al di là della singola casistica e della sua risoluzione, l'intervento giurisprudenziale offre un duplice spunto di riflessione sulla...