- Pubbliche amministrazioni;
- gestori di servizi pubblici, comprese le società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse;
- società a controllo pubblico.
Con particolare riferimento alla conservazione dei documenti, le Linee stabiliscono che il sistema di conservazione deve assicurare, dalla presa in carico fino all’eventuale scarto, la conservazione dei seguenti oggetti digitali in esso conservati, tramite l’adozione di regole, procedure e tecnologie, tali da garantire le caratteristiche di autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità, reperibilità:
- documenti informatici e documenti amministrativi informatici con i metadati ad essi associati;
- aggregazioni documentali informatiche (fascicoli e serie) con i metadati ad esse associati contenenti i riferimenti che univocamente identificano i singoli oggetti documentali che costituiscono le aggregazioni medesime;
- archivi informatici con i metadati associati.
In buona sostanza, un documento informatico, compreso un messaggio di posta elettronica certificata, ha valore di prova legale esclusivamente quando il processo con cui è stato gestito e conservato è conforme alle disposizioni contenute nelle Linee Guida in discorso.
Al riguardo, la Corte di legittimità ha stabilito che il valore di prova legale del supporto informatico “è subordinato al rispetto delle relative regole tecniche di produzione e conservazione, ed in difetto, l’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio” (Cassazione, sent. 11.02.2019, n. 3912).
