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Amministrazione e bilancio 07 Febbraio 2026

Conservazione ricevute POS: dietrofront del decreto PNRR

Stop alla conservazione delle ricevute elettroniche solo per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, mentre per il resto il quadro resta immutato.

La tanto annunciata svolta sulla conservazione delle ricevute POS, evocata nelle prime bozze del decreto PNRR, arriva ma in una versione decisamente più contenuta rispetto alle aspettative iniziali. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri il 29.01.2026, infatti, non introduce una liberalizzazione generalizzata degli obblighi di archiviazione delle prove di pagamento elettronico, bensì una semplificazione circoscritta a un perimetro ben delimitato. In concreto, viene meno l’obbligo di conservare le ricevute dei pagamenti effettuati con strumenti tracciabili esclusivamente quando il destinatario è la Pubblica Amministrazione. È una scelta che ridimensiona l’impianto originariamente ipotizzato e che incide su una platea ristretta di operazioni, lasciando invariato il regime ordinario per tutte le transazioni verso soggetti privati.Il comunicato diffuso a margine della seduta del Consiglio dei Ministri chiarisce che la ratio dell’intervento è quella di evitare duplicazioni documentali nei rapporti tra cittadino e PA. Nei casi in cui il pagamento avvenga tramite piattaforme come PagoPA o mediante POS direttamente collegati ai sistemi informativi dell’ente pubblico, sarà quest’ultimo a dover verificare l’avvenuta transazione attraverso i propri flussi interni o le banche dati nazionali. Al cittadino, quindi, non potrà più essere richiesto di esibire la ricevuta cartacea o digitale come prova del pagamento, nemmeno ai fini fiscali o per l’accesso a...

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