Consulta: legittimo il salario minimo negli appalti di Regione Puglia
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 188/2025, ha respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e ha dichiarato legittima la previsione di una soglia retributiva minima negli appalti promossi dalla Regione Puglia.
La Corte Costituzionale, con la sentenza 16.12.2025, n. 188, ha respinto il ricorso promosso dal Governo italiano contro la L. 30/2024 della Regione Puglia, ritenuta incostituzionale nella parte in cui stabilisce che, nei contratti indicati nelle procedure di gara promosse dalla Regione stessa e da tutti gli enti strumentali regionali, al personale impiegato spetti “una retribuzione minima tabellare inderogabile pari a 9 euro l’ora”. Nello specifico, il Governo ha rilevato un contrasto con gli artt. 36, c. 1 e 39, c. 4 Cost. e con la direttiva UE n. 2041 del 19.10.2022.I giudici costituzionali hanno innanzitutto chiarito che la stessa direttiva europea riconosce che “negli ultimi decenni le strutture tradizionali di contrattazione collettiva si sono indebolite a causa, tra l’altro, di spostamenti strutturali dell’economia verso settori meno sindacalizzati e del calo delle adesioni ai sindacati, anche come conseguenza di attività antisindacali e dell’aumento delle forme di lavoro precarie e atipiche”; non solo, è stata inoltre richiamata la legislazione UE che, in diverse occasioni, ha previsto la possibilità per le stazioni appaltanti pubbliche di considerare fattori di ordine sociale e ambientale nelle procedure di evidenza pubblica attraverso l’inserimento negli atti di gara di “clausole sociali”. Lo stesso legislatore statale, ricorda la Corte, “ha da tempo recepito e fatto proprio l’uso “strategico” dei contratti pubblici di matrice...