Il contrasto all'evasione fiscale è un annoso problema di natura politica più che tecnica, dal momento che una vera lotta a un fenomeno così radicato e diffuso in tutto il Paese potrebbe costare alle classi di governo milioni di voti. La mancanza di una volontà politica in tal senso si è spesso nascosta dietro una serie di argomentazioni pretestuose, tra le quali spicca sicuramente quella volta a liquidare la questione come un male inevitabile, se non addirittura necessario, poiché funzionale alla sopravvivenza di un sistema di piccole e medie imprese che non è in grado di reggere una forte pressione fiscale come quella di casa nostra. Eppure, malgrado tutte le difficoltà del caso, alcune armi utilizzate negli ultimi tempi si sono rivelate tutt'altro che spuntate.
In primo luogo, la tecnica del nudging (nudge in inglese vuol dire “spinta gentile”), mutuata dalla scienza comportamentale, si è rivelata molto più efficace ad aumentare il gettito fiscale rispetto ai tradizionali metodi repressivi e sanzionatori. Tale tecnica, utilizzata soprattutto in Gran Bretagna, si basa essenzialmente su una differente modalità di invio delle lettere di sollecito di pagamento alle scadenze prestabilite. Per esempio, invece della tradizionale dicitura “Hai pagato le tasse?” il Fisco britannico ha fatto comparire l'affermazione “La maggior parte dei cittadini con la tua stessa...