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Lavoro 07 Dicembre 2018

Contributo addizionale e impugnazione del contratto a termine


Con l’approvazione della Legge n. 96/2018, di conversione del D.L. n. 87/2018 (cd. Decreto Dignità), è stata modificata la normativa dei contratti a termine. Quattro i settori su cui si registrano le novità: oltre alla reintroduzione delle causali alla scadenza dei primi 12 mesi e alla durata massima del contratto a termine, si registrano altri due provvedimenti che riguardano l’aumento dell’aliquota contributiva e l’ampliamento dei termini per la proposizione dei ricorsi. Per quanto riguarda l’aumento dell’aliquota contributiva, è stato rafforzato il principio in base al quale il lavoro flessibile è giusto che costi più di quello stabile: al costo del contributo addizionale pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, già previsto dall’art. 2, c. 28 L. 28.06.2012 n. 92, viene aggiunto lo 0,5% in occasione di ciascun rinnovo del contratto a termine. Tale contributo, che si applica per i rinnovi effettuati dal 14.07.2018, è destinato a finanziare la Naspi, con la conseguenza che un contratto a termine prorogato o rinnovato per un massimo di 4 volte potrebbe portare fino a un’aliquota contributiva del 3,4%. Per incentivare la stabilizzazione del lavoratore a termine, il Legislatore consente al datore di lavoro di richiedere la restituzione delle ultime 6 mensilità di contributo addizionale, quando alla scadenza il contratto venga...

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