La circolare 6.08.2026, n. 6/E dell'Agenzia delle Entrate fornisce un inquadramento del regime di adempimento collaborativo dopo la riforma fiscale, raccogliendo gli interventi introdotti dalla legge delega L n. 111/2023 e dai successivi decreti attuativi. Il principio che ispira il regime è sempre quello della trasparenza in cambio di certezza: il contribuente condivide preventivamente le questioni fiscali potenzialmente controverse e l'Agenzia si impegna a fornire risposte tempestive, riducendo il ricorso al contenzioso e privilegiando un controllo preventivo rispetto al tradizionale accertamento successivo. L'ampliamento della platea dei soggetti che possono accedere al regime è il 1° fatto notevole. Dal 2026 la soglia dimensionale è fissata a 500 milioni di euro di ricavi o volume d'affari e scenderà a 100 milioni dal 2028. Inoltre, la riforma consente l'ingresso anche alle società appartenenti a gruppi nei quali almeno un'impresa possiede i requisiti dimensionali, purché il gruppo adotti un Tax control framework unitario, superando il precedente collegamento con il solo consolidato fiscale e valorizzando la governance comune dei gruppi societari.Il Tax control framework è individuato come presupposto essenziale dell'adempimento collaborativo. La riforma introduce la certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale da parte di professionisti indipendenti iscritti agli albi degli avvocati o dei commercialisti, trasformando il precedente modello aperto...