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Imposte dirette 13 Giugno 2026

Correttivo omnibus: dai crediti al trust, le novità

Il quarto correttivo riscrive il trattamento dei proventi da crediti d’imposta dei professionisti, ora soggetti a imposta sostitutiva del 26% sull’art. 54 del Tuir, e interviene su fringe benefit auto, trust, detrazione Iva e adempimenti.

Approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri del 10.06.2026, il quarto decreto correttivo della riforma fiscale si configura come intervento di manutenzione evolutiva, con finalità dichiaratamente semplificatorie, ma con alcune scelte qualificatorie di rilievo sistematico. Il profilo più atteso riguarda il trattamento dei proventi derivanti dalla cessione o dall’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, segnatamente quelli del comparto edilizio circolati dal 2024. La versione licenziata dal Consiglio dei Ministri abbandona l’impostazione della bozza, che ricostruiva tali differenziali come redditi diversi (ex art. 67 del Tuir), e interviene esclusivamente sull’art. 54 del Tuir: i differenziali positivi tra valore di acquisto e valore nominale del credito concorrono alla formazione del reddito di lavoro autonomo ma sono assoggettati a imposta sostitutiva del 26%. Resta esclusa dal regime sostitutivo l’ipotesi in cui il credito costituisca il corrispettivo di una prestazione artistica o professionale, ove l’importo concorre ordinariamente al reddito per la parte corrispondente alle somme compensate in ciascun periodo. La scelta circoscrive la tassazione ai soli titolari di reddito da lavoro autonomo, lasciando fuori i cessionari persone fisiche estranei all’esercizio di attività d’impresa o professionale. Sotto questo profilo risulta confermata la prassi dell’Agenzia delle Entrate (risposta a interpello n. 472/2023), secondo cui il...

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