La risposta dell’Agenzia delle Entrate all’interpello n. 89/2026 affronta il tema della rilevanza fiscale degli errori contabili emersi dopo un’operazione di fusione.Il caso esaminato riguarda una società risultante da una fusione per incorporazione che, nel bilancio successivo all’operazione, ha individuato un errore contabile riferito a un esercizio precedente, quando ancora operava la società incorporata. In particolare, si trattava dell’omessa imputazione di un componente negativo di reddito di competenza di un esercizio ormai chiuso.La società istante chiede se la correzione dell’errore, contabilizzata nell’esercizio successivo secondo i principi contabili, potesse assumere rilevanza anche ai fini fiscali nello stesso periodo, incidendo sulla determinazione del reddito imponibile e del valore della produzione.Nel rispondere l’Agenzia distingue in primis tra regole civilistiche e fiscali. La correzione dell’errore, se effettuata in conformità ai principi contabili applicabili, è corretta sotto il profilo civilistico. Tuttavia, ciò non implica automaticamente il riconoscimento fiscale nel periodo in cui la correzione viene registrata.Il punto decisivo è la qualificazione dell’errore come “rilevante”. A detta dell’istante, infatti, l’errore è consistito nell’errata (mancata) imputazione per competenza nell’esercizio 2024 di un componente negativo relativo a costi di produzione per servizi (voce B7 del CE), poi corretto nelle...