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Diritto 28 Giugno 2019

Costi d’impresa e primato dei fattori qualitativi


In caso di contestazioni amministrative fondate su una desunta antieconomicità del costo, la correlata rettifica ai fini IVA risulta palesemente inaccettabile, per non dire illegittima. Questo principio viene per l’ennesima volta ribadito dalla Suprema Corte (Cass. Civ. Sez. V^) con l’ordinanza 14.06.2019, n. 16010. L’aspetto rilevante di tale pronuncia, che replica essenzialmente il difetto di necessaria interconnessione tra le imputazioni reddituali e il computo dell’IVA, attiene al chiarimento su quello che è il concetto di inerenza, nonché alla correttezza della sua correlazione con il giudizio di congruità e antieconomicità. La questione prospettata, invero, verte su uno degli aspetti maggiormente dibattuti nel panorama tributario, riguardo alla concreta applicabilità del principio di inerenza, soprattutto con riferimento al corretto esercizio del potere del Fisco di eccepire il difetto dell'inerenza stessa nel caso in sui sia dedotta un'incongruità del costo rispetto alle dimensioni aziendali di riferimento. L’argomento proposto è particolarmente delicato in quanto vede contrapposte, da un lato, la salvaguardia dell'autonomia delle scelte adottate dall’imprenditore; dall’altro lato, l’opposizione erariale rispetto alla possibilità che, per mezzo di tale autonomia, le medesime scelte possano consentire al contribuente risultati non in linea con il...

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