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Lavoro
19 Giugno 2020
Covid-19: come cambia l'attività nei cantieri edili nella Fase 2
I due protocolli sottoscritti tra Governo e parti sociali forniscono indicazioni per incrementare le misure precauzionali e definiscono le modalità ispettive per verificarne l'attuazione.
L'art. 2 D.P.C.M. 26.04.2020 consente la ripresa dell'attività edilizia nel rispetto del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e del Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri, prevedendo espressamente che “la mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.
A tal riguardo, le funzioni ispettive dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) restano confermate senza alcuna limitazione di mandato; ad esse è stato ora aggiunto l'onere di verificare lo stato di attuazione delle misure previste dai citati protocolli per garantire, da un lato, un'adeguata protezione dei lavoratori e, dall'altro, il contenimento della diffusione del coronavirus. Va in questa direzione l'esigenza, ribadita dal legislatore, di affiancare alla normale attività di controllo e di sanzionamento anche quella di “informazione, prevenzione e promozione della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro”.
Tra gli oneri a carico delle imprese figurano: il controllo della temperatura corporea e la verifica della presenza di qualsiasi sintomo influenzale; il rispetto del distanziamento fisico, anche attraverso una rimodulazione...