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Lavoro 05 Giugno 2020

Covid-19: il “nuovo” ruolo dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro

Con la riapertura delle attività produttive, dopo il lungo stop dovuto al lockdown della fase più acuta dell'emergenza Coronavirus, non avrà più solo funzioni ispettive e, nel caso, sanzionatorie, ma anche di promozione e formazione, a supporto del sistema produttivo.

“Nel corso della cosiddetta fase 2 dovrà essere in primo luogo adeguatamente implementata e valorizzata l'attività di informazione, prevenzione e promozione della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro, come declinata negli artt. 7, lett. c) e 8 D.Lgs. 124/2004 (Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro)”: è quanto si legge nelle Linee guida operative relative al D.P.C.M. 26.04.2020 emanate dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro. Tale attività è espressione di una funzione generale di “tutela” dei rapporti e delle condizioni di lavoro, che non esime gli operatori economici dal rispetto della normativa in essere e dalle conseguenze ricondotte alle relative inosservanze, ma che può anticipare, in un percorso programmato, la fase di ausilio e tutela a quella, eventuale, di “repressione” delle condotte irregolari. In un contesto in cui tutte le aziende devono necessariamente provvedere ad un generale riassetto dell'organizzazione del lavoro, l'attività in questione deve tendere alla prevenzione e alla promozione di condizioni di regolarità e tutela, in ausilio a una ripresa produttiva che però deve assicurare l'efficace attuazione, negli ambienti di lavoro, delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l'epidemia Covid-19, che nel tempo potranno essere adeguatamente monitorate...

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