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Lavoro 25 Novembre 2020

Covid-19, poteri di controllo per la tutela di salute e sicurezza

Diritti e doveri del datore di lavoro in relazione all'impiego di strumenti a distanza e agli accertamenti sullo stato di malattia dei lavoratori.

L'emergenza legata alla diffusione del SARS-COV2 con l'esteso ricorso allo smart working, per i datori di lavoro ha fatto emergere con urgenza il tema del controllo dell'attività dei dipendenti, in contrasto con l'essenza stessa dello strumento che per funzionare necessita di fiducia reciproca e responsabilizzazione. Diventa quindi essenziale raccordare la normativa ordinaria delineata da Statuto dei lavoratori e art. 2087 C.C. con le disposizioni temporanee sancite dai protocolli anticontagio, inquadrati nell'ambito della prevenzione nei luoghi di lavoro. La L. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), pur con modifiche legate all'adeguamento tecnologico, dispone che gli strumenti che consentono il controllo a distanza dell'attività possono essere installati e utilizzati solo a fronte di esigenze organizzative, produttive e di sicurezza. I protocolli anticontagio, che contengono le misure adottate per contrastare l'epidemia e garantire il distanziamento sociale, impongono ai lavoratori rigide regole di comportamento soggette a costante sorveglianza. Se l'emergenza giustifica e per certi versi incentiva l'adozione di forme di controllo anche a distanza, occorre tuttavia chiarirne modalità e limiti, che vanno esplicitati e concordati. Prima di installare i sistemi all'interno dell'impresa, il datore di lavoro deve avere raggiunto un'intesa sindacale oppure ottenuto un'autorizzazione ministeriale...

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