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Accertamento, riscossione e contenzioso 13 Marzo 2026

CPB e ravvedimento speciale: chiarimenti sull’anno 2023

Analisi della possibilità di includere il periodo d’imposta 2023 nel ravvedimento speciale per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2024-2025.

Il concordato preventivo biennale (CPB), introdotto dal D.Lgs. 13/2024, è stato oggetto di alcuni interventi normativi volti a incentivare l’adesione dei contribuenti al nuovo strumento di cooperazione con il Fisco.In presenza dei presupposti di legge, il CPB consente alle imprese e ai professionisti soggetti agli ISA di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate la base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap per 2 anni. L’istituto riguarda, in particolare, i bienni 2024-2025 e 2025-2026, sulla base di una proposta formulata dall’Amministrazione Finanziaria.Tra gli incentivi previsti dal legislatore assume rilievo il cosiddetto “ravvedimento speciale”, che consente di definire le annualità pregresse mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva modulata in funzione del livello di affidabilità fiscale del contribuente. In sostanza, maggiore è il punteggio ISA, minore risulta l’aliquota applicabile.Il meccanismo ha una chiara finalità premiale: l’adesione al CPB, accompagnata dal ravvedimento speciale, permette non solo di pianificare con maggiore certezza il carico fiscale dei periodi concordati, ma anche di definire in via agevolata le annualità pregresse, riducendo sensibilmente il rischio di futuri accertamenti.La conversione in legge del D.L. 82/2025 (L. 108/2025) ha tuttavia generato qualche incertezza interpretativa. Secondo alcuni commentatori, l’art. 12-ter del decreto consentirebbe anche ai contribuenti...

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