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Diritto privato, commerciale e amministrativo 20 Luglio 2026

Crediti SSN: la Cassazione boccia lo storno prudenziale

La sospensione cautelare della delibera regionale che riduce la remunerazione delle prestazioni SSN non legittima lo storno dei ricavi né il trasferimento dei crediti a un fondo rischi (Cass., ord. 7.05.2026, n. 13199).

Vicenda processuale - La controversia trae origine da una verifica fiscale nei confronti di una società operante nel settore della sanità privata, la quale aveva trasferito una parte dei crediti vantati verso il sistema sanitario regionale a un fondo rischi su crediti, procedendo allo storno di poste attive già contabilizzate. Tale operazione aveva determinato una riduzione dei ricavi e, conseguentemente, dell’imponibile dichiarato.Secondo l’Agenzia delle Entrate, il comportamento della contribuente violava le regole del Tuir in materia di imputazione dei componenti positivi di reddito (art. 109) e di costituzione dei fondi rischi (art. 106). Da qui l’emissione degli avvisi di accertamento. La società soccombeva in primo grado, ma otteneva ragione in appello: il giudice tributario regionale riteneva che l’incertezza derivante dal contenzioso amministrativo instaurato contro la Regione Calabria giustificasse il trasferimento dei crediti al fondo rischi. L’Agenzia proponeva ricorso per Cassazione.Posizione della Cassazione - Con l’ordinanza 7.05.2026, n. 13199, la Suprema Corte ha accolto integralmente il ricorso dell’Agenzia, rilevando la violazione dell’art. 109 del Tuir, secondo cui i ricavi devono essere imputati secondo il principio di competenza e non possono essere cancellati sulla base di valutazioni prudenziali del contribuente.Nel caso esaminato, le prestazioni sanitarie erano state effettivamente eseguite e i relativi crediti dovevano rimanere...

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