Diritto del lavoro e legislazione sociale
23 Febbraio 2026
CU 2026 e premi di risultato: 3 diversi limiti per la detassazione
Il nuovo modello CU 2026 accoglie tutte le novità fiscali e previdenziali che hanno caratterizzato il periodo d’imposta 2025. Particolare attenzione andrà prestata ai premi di risultato: 3 i diversi limiti di detassazione da valutare.
Le somme detassate erogate per premi di risultato, spettanti in forza di contratti collettivi aziendali o territoriali ex art. 51 D.Lgs. 81/2015, trovano ampia collocazione nel nuovo modello CU 2026. Come per lo scorso anno è prevista una sezione dedicata del modello, dai punti 571 a 632, sebbene, per il periodo d’imposta 2025, siano 3 i limiti da tenere in considerazione. Il legislatore, già a decorrere dal 2016, ha introdotto nel nostro ordinamento un sistema di tassazione agevolata, consistente nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, per i premi di risultato riconosciuti ai lavoratori dipendenti in forza di contratti collettivi territoriali o aziendali al raggiungimento di specifici parametri oggettivi e verificabili. Per il periodo d’imposta 2025, l’art. 1, c. 385 L. 207/2024 ha confermato una detassazione per le somme in argomento pari al 5%, fino all’importo complessivo di 3.000 euro annui lordi, elevabile a 4.000 euro per le imprese che prevedono il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, secondo le modalità previste dal D.M. 25.03.2016.Per il medesimo periodo d’imposta, l’art. 5 L. 76/2025 ha elevato a 5.000 euro lordi il limite dell’importo complessivo assoggettato a imposta sostitutiva in caso di distribuzione ai lavoratori dipendenti di una quota di utili d’impresa non inferiore al 10% degli utili complessivi, effettuata in esecuzione di contratti collettivi...