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Diritto 24 Gennaio 2020

Decisione non adeguatamente motivata? Sentenza tributaria nulla

È irrimediabilmente viziata la sentenza che si limiti a dichiarare “sufficienti” i motivi esposti da una delle parti in giudizio, in difetto di un espresso richiamo alle componenti argomentative idonee a giustificare il vaglio del giudizio espresso, oppure alle ragioni giuridiche alla base della condivisione di tali argomentazioni.

Spesso si discorre sulla complessità della difesa tributaria e la necessità di conseguire specifiche competenze in materia, al fine di garantire al contribuente assistito lo svolgimento responsabile e competente dell'attività professionale. Solo in tal modo, può essere garantito che l’azione dello Stato (e del Fisco, in particolare) che si insinuano legittimamente nella vita e negli affari dei consociati, sia condotta nel pieno rispetto delle regole imposte dal sistema. Altrettanto spesso, tuttavia, ci si imbatte in vere e proprie dimostrazioni di perfetta imperizia, al cospetto di coloro che, nel contesto del giudizio tributario, devono operare nel pieno rispetto delle regole: tale forma di osservanza delle regole non giova soltanto al contribuente, ma soprattutto alla stessa entità statale operante e si estrinseca mediante l’opera del giudizio tributario. Tuttavia, sempre più spesso, ci si ritrova a constatare l'esistenza di sentenze dichiarate nulle dalla Cassazione per il mancato rispetto di ben delineate norme procedurali. A conferma di quanto sin qui asserito, si segnala l’ordinanza 10.01.2020, n. 305, della VI Sezione Civile, con cui i giudici di Piazza Cavour hanno avuto modo di evidenziare che una motivazione non adeguatamente argomentata è soltanto una motivazione apparente, in ciò non rispondente ai requisiti minimi di cui all’art. 132, c. 4 c.p.c., nonché al principio...

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