È ormai in dirittura di arrivo alla Camera, il decreto legislativo di revisione Irpef e Ires, atto del Governo n. 218. Tantissime le novità, una in particolare è destinata a risolvere (forse) definitivamente il problema del regime delle spese sostenute dai professionisti e dagli altri lavoratori autonomi esposte in fattura.In origine la legge tributaria aveva creato un meccanismo di conflitto di interessi imponendo ai committenti l’applicazione della ritenuta sulle spese sostenute dai lavoratori autonomi per eseguire gli incarichi. Tale scelta risulta illogica quantomeno dal punto di vista economico e ha così alimentato comportamenti ed esperienze non omogenei e non facilmente comprensibili, al limite di vere leggende popolari.L’originaria rigidità è poi stata mitigata più volte, ma, a oggi, residuano tipologie di spese che sono sostenute dal collaboratore, addebitate in fattura, rimborsate con ritenuta e, quindi, integralmente dedotte.L’attuale assetto disciplinato dall’art. 54, c. 5 del Tuir relativo alla determinazione del reddito dei lavoratori autonomi, come modificato dall’art. 8 L. 81/2017 prevede che: “Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista”. La sorte di queste spese dipende quindi dalla disponibilità del committente a farsene direttamente carico.Il nuovo decreto riscrive totalmente l’art. 54 prevedendo nel nuovo testo...