Il Consiglio dei Ministri, nel giorno della Festa dei Lavoratori, ha approvato il D.L. 48/2023, con misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro.
Secondo consolidata tradizione, il Governo ha deciso di intervenire sull’ordinamento del mercato del lavoro. In un settore dove la stabilità e la certezza delle regole sono una necessità vitale, si giocano spesso battaglie ideologiche e ogni nuovo esecutivo non rinuncia a piantare le proprie “bandierine”. Dal 5.05.2023 è in vigore il D.L. 48/2023 cosiddetto “Decreto Lavoro” (pubblicato, in Gazzetta Ufficiale n. 103 del 4.05.2023).
Parte delle norme entreranno immediatamente a regime, altre troveranno applicazione a partire dal 2024. Spicca tra le misure adottate, soprattutto per le polemiche sollevate, l’introduzione dell’assegno per l’inclusione che spetterà, dal 1.01.2024, ai nuclei familiari composti da almeno un soggetto disabile o minorenne o ultrasessantenne o invalido civile, e che andrà a sostituire il reddito di cittadinanza.
Sul fronte della lotta alla disoccupazione sono previsti nuovi incentivi per le assunzioni e la revisione delle regole di trasparenza dei contratti di lavoro. Il Governo interviene, come tutti gli esecutivi che lo hanno preceduto, sui contratti a termine introducendo nuove causali per la stipula degli stessi. Il decreto inoltre si occupa, in un momento di forte inflazione, anche del potere d’acquisto dei salari, aumentando la soglia dei fringe benefit a 3.000 euro per il 2023 e, soprattutto, riducendo ulteriormente il cuneo fiscale almeno fino alla fine...