Una prima modalità formativa può essere costituita dalla lezione frontale, in cui il docente espone, con l’ausilio di materiali, il tema oggetto di formazione. Alla lezione frontale dovrebbe seguire un adeguato spazio di discussione in aula sui temi trattati. Una seconda modalità di formazione è costituita da laboratori, in cui un tema formativo è trattato in un gruppo di lavoro sotto la guida di un esperto. È quanto si legge nelle linee guida della Scuola superiore della magistratura (pubblicate il 7.04.2023) riguardanti i programmi dei corsi di formazione e di aggiornamento per avvocati, commercialisti e notai che vogliono diventare professionisti delegati alle vendite immobiliari nelle procedure di esecuzione forzata.
Gli esperti formatori - Il ruolo di docente dovrebbe essere affidato a soggetti nel possesso dei seguenti requisiti necessari all’adempimento del compito assegnato, considerata anche la platea professionale destinataria dei corsi di formazione e di aggiornamento:
approfondite conoscenze teoriche del diritto processuale civile, con peculiare riguardo alla branca costituita dall’esecuzione forzata, attestate, almeno tendenzialmente, da pubblicazioni scientifiche;
pregresse esperienze pratiche in materia di esecuzione forzata: quanto ai magistrati, per aver svolto funzioni di giudice dell’esecuzione nei gradi di merito e/o essersi occupato di tale materia presso l’Ufficio del...