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Lavoro 20 Agosto 2021

Delitti domestici, le implicazioni previdenziali

In una circolare Inps le modalità applicative di una normativa tesa a tutelare i figli minori dell’omicida del partner.

La Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha introdotto interessanti disposizioni (art. 1 commi 486-489) in materia di “recupero dei crediti vantati nei confronti dell’ autore di un delitto di omicidio commesso contro il coniuge, anche legalmente separato, contro l’ altra parte dell’ unione civile, contro la persona stabilmente convivente o legata da relazione affettiva”. La ragione di tali disposizioni va essenzialmente ravvisata nella necessità di tutelare i figli dell’autore di un reato di omicidio del partner, da un lato, considerando essi stessi come vittime dell’ evento delittuoso, dall’ altro, incidendo sull’esercizio da parte dell'Inps dell’ azione surrogatoria volta a recuperare i trattamenti pensionistici ed assistenziali. Con la recente circolare 15.07.2021, n. 109, l’Inps ha meglio chiarito le modalità applicative della normativa in argomento, ribadendo, anzitutto, il principio che i crediti vantati dallo Stato o da altri enti pubblici nei confronti degli autori di un delitto di omicidio del partner, non siano imputabili ai beni ereditari trasmessi ai figli minori oppure maggiorenni non economicamente autosufficienti, nati dalle predette relazioni, purchè estranei alla condotta illecita. Destinatari della norma sono lo Stato, gli istituti previdenziali e assicurativi pubblici, nonché gli altri enti gestori di forme obbligatorie di previdenza ed assistenza come ad...

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