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Diritto 14 Aprile 2021

Delitto tributario condizionato alla quantificazione dell’evasione

Le condizioni concrete che consentono di sostenere la commissione di un reato tributario.

In un passaggio della sentenza n. 11986 della II Sezione Penale della Cassazione, depositata lo scorso 29.03.2021, viene puntualmente chiarito che, in difetto di una apposita determinazione del quantum di evasione fiscale, non sarebbe possibile stabilire che ci si trova al cospetto di un delitto tributario provvisto di soglia di punibilità ex D.Lgs. 74/2000. Men che meno può dirsi sussistente il delitto conseguente (autoriciclaggio ex art. 648-ter 1 c.p.) qualora venga evidentemente meno la configurabilità del reato presupposto come sopra accennato. La pronuncia in commento, quindi, ci induce ad approfondire con estrema attenzione i profili applicativi dell’autoriciclaggio, con particolare riguardo agli aspetti connessi all'estensione e all’accertamento del reato presupposto, a maggior ragione quando la fattispecie delittuosa prodromica sia riferita a un illecito penale di matrice tributaria, ancorato al superamento di determinate soglie le quali si attestano come parametro di certezza per la rilevanza penale del fatto. Una questione di rilievo che attiene alla previsione dell’art. 170 c.p. secondo cui “quando il reato è il presupposto di un altro reato, la causa che lo estingue non si estende ad altro reato”. In merito alle fattispecie e alle condizioni specificamente evidenziate, la giurisprudenza ha avuto modo di chiarire quanto segue. Riguardo alla disamina della soglia di punibilità prevista in varie...

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