Derivazione rafforzata: Assonime denuncia la deriva del sistema
Il position paper Assonime n. 7/2026 ha analizzato le crescenti tensioni tra il principio di derivazione e gli interventi legislativi recenti, con la conseguente nascita di nuovi doppi binari in contrasto con la delega fiscale.
Con il position paper 7.05.2026, n. 7 Assonime ha lanciato un allarme che il mondo professionale e imprenditoriale non può permettersi di sottovalutare: il principio di derivazione del reddito imponibile dal risultato di bilancio (cardine dell'art. 83 del Tuir e obiettivo dichiarato della L. 111/2023) sta subendo un progressivo svuotamento a opera dello stesso legislatore che ne aveva sancito il rafforzamento.L'analisi parte da un dato statistico che Assonime giudica eloquente: le variazioni in aumento e in diminuzione operate nei quadri RF delle dichiarazioni delle società di capitali tendono quasi ad annullarsi reciprocamente, dimostrando (ad avviso dell'associazione) che i doppi binari contabile-fiscale generano costi di compliance sproporzionati rispetto al gettito marginale che producono. Una constatazione che, nella prospettiva di Assonime, dovrebbe da sola indurre il legislatore a una riflessione sulla razionalità del sistema vigente. Il paper classifica gli interventi recenti in 3 categorie. La prima raccoglie norme che realizzano un avvicinamento solo parziale al bilancio: il D.Lgs. 192/2024 ha compiuto passi apprezzabili su commesse e poste in valuta, ma ha lasciato irrisolte delle criticità che Assonime ritiene non trascurabili, come la mancata rilevanza fiscale della valutazione delle commesse infrannuali al minor valore di realizzo e la regola del 50% sulle maggiorazioni di prezzo nelle ultrannuali. Particolarmente critica, secondo il paper, è la questione...