Detassazione aumenti contrattuali 2026: istruzioni attese e dubbi
La legge di Bilancio 2026 introduce l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti da rinnovi contrattuali. In assenza dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate restano incertezze applicative e operativi i rischi di conguagli sui cedolini di gennaio.
Con la pubblicazione nel Supplemento Ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale 30.12.2025, n. 301, è entrata in vigore la L. 30.12.2025, n. 199, contenente il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale 2026-2028.Il provvedimento produce effetti dal 1.01.2026, salvo le diverse decorrenze specificamente indicate, e introduce una serie di interventi in materia fiscale e del lavoro, tra i quali assume particolare rilievo la misura di favore prevista per gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. In particolare, l’art. 1, c. 7 prevede che, limitatamente all’anno 2026, gli aumenti retributivi riconosciuti ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di contratti collettivi rinnovati siano assoggettati a un’imposta sostitutiva pari al 5%, in luogo dell’Irpef ordinaria e delle addizionali regionale e comunale.L’ambito di applicazione della misura è circoscritto agli incrementi economici previsti da rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026 e riguarda esclusivamente i lavoratori che, nel periodo d’imposta 2025, abbiano conseguito redditi da lavoro dipendente non eccedenti 33.000 euro.Il beneficio fiscale trova applicazione direttamente in busta paga, su iniziativa del datore di lavoro, senza necessità di una richiesta formale da parte del dipendente. Resta comunque ferma la possibilità per quest’ultimo di rinunciare espressamente all’agevolazione ovvero di...