Diritto privato, commerciale e amministrativo 22 Agosto 2024

Differenze tra revocatoria ordinaria e semplificata

Il creditore munito di titolo esecutivo che si ritenga pregiudicato da una riduzione patrimoniale del debitore, può scegliere tra due possibili strade per tutelare i propri interessi.

Sia l’azione revocatoria ordinaria che la semplificata sono strumenti utili per la tutela del credito. Analogie tra gli istituti - Entrambi gli istituti richiedono il pregiudizio cagionato al creditore a seguito della riduzione patrimoniale del debitore e, contemporaneamente, la consapevolezza di quest’ultimo di arrecare un danno al proprio creditore. L’elemento soggettivo del debitore, infatti, è essenziale ai fini della rivendicazione della porzione di patrimonio che è stata vincolata o alienata dal “beneficiario” dell’atto dispositivo nel caso in cui il creditore pignorante abbia un titolo esecutivo idoneo. Differenze tra gli istituti - Nella scelta della strada da percorrere, il creditore dovrà tener conto anche delle differenze strutturali che i due istituti reciprocamente presentano: l’azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. non si limita ai soli atti a titolo gratuito, ben potendo operare anche in caso di atti a titolo oneroso (si pensi alla vendita di un immobile per spogliarsi del bene su cui il creditore potrebbe rivalersi) mentre nel pignoramento revocatorio ex art. 2929-bis c.c., potrà procedersi solo in caso di atti a titolo non oneroso; ancora, la tutela attribuita al creditore dall’art. 2901 c.c. è esperibile entro 5 anni dalla data dell’atto di alienazione, termine oltre il quale l’azione è prescritta ex art. 2903 c.c.; l’art....

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.