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Lavoro 03 Gennaio 2022

Diffida accertativa, netto o lordo?

L’INL, con la nota 22.12.2021, n. 2002, interviene sulla corretta modalità di esposizione degli importi. In particolare, viene chiarito che i crediti patrimoniali devono essere indicati al lordo delle ritenute previdenziali e fiscali.

L’art. 12 D.Lgs. 124/2004 recita: “qualora nell’ambito dell’attività di vigilanza emergano inosservanze alla disciplina contrattuale da cui scaturiscono crediti patrimoniali in favore dei prestatori di lavoro, il personale ispettivo delle Direzioni del Lavoro diffida il datore di lavoro a corrispondere gli importi risultanti dagli accertamenti”. La diffida accertativa è provvedimento autoritativo a tutela di un credito di natura privatistica che può acquisire efficacia di titolo esecutivo ove, nel termine perentorio di 30 giorni dalla notifica dell’atto, le parti non trovino, innanzi all’ITL, un’intesa conciliativa sul credito, ovvero nell’ipotesi in cui il datore di lavoro decida di non corrispondere affatto quanto diffidato. Sono redditi da lavoro dipendente tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Il datore di lavoro, ad eccezione di quello domestico, opera come sostituito di imposta ed è responsabile del pagamento dei contributi anche per la parte a carico del lavoratore, mediante trattenuta sulla retribuzione corrisposta al lavoratore stesso alla scadenza del periodo di paga cui il contributo si riferisce. La Corte di Cassazione (sentenza 8017/2019) ha precisato che “l’accertamento e la liquidazione del credito spettante al lavoratore per differenze...

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